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Durata indicativa: 38'45"



^N°^Autore^Opera^Parte^Registrazioni^
|1|[[brani#Ravel]]|Introduzione& allegro (settimino)| | |
|2|[[brani#Copland]]|Appalachian Spring| |[[hd|{{:gim:flac.gif|}}]] |
|3|[[brani#Tchaikovsky]]|Sinfonia n°4|Scherzo (3° mov.)|[[hd|{{:gim:flac.gif|}}]] |
|4|[[brani#Respighi]]|Gli uccelli|La Colomba (n° 2) | |
|5|[[brani#Turina]]|La oracion del torero| | |


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==== Versione modificata====

^N°^Autore^Opera^Parte^Registrazioni^
|1|[[brani#Ravel]]|Introduzione& allegro (settimino)| | |
|2|[[brani#Copland]]|Appalachian Spring| |[[hd|{{:gim:flac.gif|}}]] |
|3|[[brani#Tchaikovsky]]|Sinfonia n°4|Scherzo (3° mov.)|[[hd|{{:gim:flac.gif|}}]] |
|4|[[brani#Mendelssohn]]|Sinfonia 5|Andante (3° mov)|[[hd|{{:gim:flac.gif|}}]] |
|5|[[brani#Suk]]|Serenata op° 6 in mib magg|Andante | |


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==== Short version====

^N°^Autore^Opera^Parte^Registrazioni^
|1|[[brani#Ravel]]|Introduzione& allegro (settimino)| | |
|2|[[brani#Copland]]|Appalachian Spring| |[[hd|{{:gim:flac.gif|}}]] |
|3|[[brani#Pachelbel]]|Canone| |[[hd|{{:gim:flac.gif|}}]] |
|   //Extender consigliato da Bruscia//   |||||
|4|[[brani#Corelli]]|Concerto Grosso n° 8 in sol min.|Pastorale|[[hd|{{:gim:flac.gif|}}]] |


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====Ravel: Introduction & Allegro” (10.29)====
  ***Tempo:** 4/4 lento che diventa 3/4, dopo che il tema è stato esposto dai vari strumenti.
  ***Tessitura:** strumentazione scarna, ridotta; l'utilizzo degli strumenti, anche nei momenti insieme, è finalizzata alla creazione di colori, atmosfere, senza mai dare l'idea di massa sonora. La strumentazione è variegata e permette di ascoltare la stessa idea tematica attraverso timbriche, colori diversi.
  ***Forma:** A B A' con l'utilizzo di ponti di collegamento, prima e dopo l'allegro.
  ***Intensità:** intensità generale tra mezzo piano e mezzo forte, con due picchi legati al tema dell'arpa aperta parentesi secondo picco più stridente chiusa parentesi.
  ***Tonalità:** non c'è un ambito tonale preciso.
  ***Mood:** tra 3 e 5.


L'atmosfera iniziale e calma e pacata. Flauto e clarinetto aprono il tema che porta alla riflessione e curiosità. Unisono dei due strumenti su intervalli non comuni. Entrano gli archi (unisono) con tema lamentoso, nostalgico, con l'arpa che, arpeggiando, rende il tutto un po' fiabesco.

Durante l'intero brano si riscontra la presenza di un tema quasi sempre attorniato da movimenti veloci e leggeri che danno il senso dell'etereo ( arioso).

Scambio e alternanza di temi costante fra i vari strumenti.  Il tempo interno sfrutta una costante alternanza di rallentando, pause, silenzi ed accelerando.

La parte centrale è legata ad un senso di pulsazione più evidente grazie all'utilizzo dei pizzicati dei contrabbassi che rimarcano levare e battere. Utilizzo di emiolie per giocare con il tempo. Dopo un rallentando dell'apra appare un nuovo tema (arpa) più ritmico, con una direzione, con archi con sordina, all'unisono che danno un po' il senso di sicurezza. Ambiente armonico libero, non troppo vincolato.

Dopo il rallentando del flauto c'è un primo ponte che conduce ad un nuovo solo dell'arpa, supportata da cellule tematiche ripetitive alternate fra violoncello e flauto. Rallentando e tema dolce, piano, del clarinetto ripreso da archi, fiati, successivamente in crescendo e accelerando con melodie in progressione cromatica ed una ascesa collettiva verso una fascia di frequenze acute rinforzata dagli arpeggi incalzanti dell'arpa.

Dopo questo unico momento di tensione ritorna la calma con la ripresa del primo tema variato all'arpa che si dilunga nella narrazione realizzando contemporaneamente tema (armonici della mano destra) e accompagnamento (glissati pp della mano sinistra). 

Cambio d'atmosfera improvviso, tempo più mosso e ritmato con i flauti che trillano e semicrome e agli archi. Alternanza di temi fra strumenti, su movimento ondulatorio generale.

Altra idea tematica più ritmica in maggiore che passa fra i vari strumenti. Rallentato. Ultima esposizione del tema ritmico con un falso finale che si smorza e riprende poi un'ultima volta con accelerando e crescendo costanti, fermata e coda veloce come a raccogliere in fretta tutto il contenuto per andare via.






====Copland “Appalachian Spring” (9.46)====


  ***Tempo:** lento, indefinito, dilatato. Parte centrale con cambi di tempo frequenti.
  ***Tessitura:** tessitura iniziale alta che si sviluppa a strati verso l'alto. Più corposa del primo brano. Contrappunto più evidente e regolare. Nella parte centrale la tessitura si fa più corposa con armonia ai bassi, tema alle voci acute (fiati acuti e violini) e controcanto delle voci intermedie e pianoforte. Nella parte finale la tessitura è mediamente alta e sfrutta la polarità fra contrabbassi e violini rimanendo più scarna. Molti unisoni e tra le parti.
  ***Forma:** A B C A' (non visto in maniera classica)
  ***Intensità generale**: range più ampio dal piano al fortissimo e più picchi.
  ***Stile:** la maggior parte dello sviluppo tematico è basato su melodia folk.
  ***Tonalità:** inizio in tonica (accordo sviluppato tra le voci). Senso tonale è abbastanza evidente in tutto il brano.
  ***Mood:** tra 4 (prima e quarta sezione) e 7


Costruzione graduale dell'accordo di tonica dal basso (clarinetto, flauto, fagotto, corno). Da ogni nota tenuta nasce un nuovo arpeggio. Idea di stare, fermarsi in un luogo, maggiore sicurezza e rilassamento. Similitudine con il primo brano data dalla voce del clarinetto che inizia.

Come nel primo brano gli archi si inseriscono dopo l'ingresso dei fiati. Il violino si inserisce con una melodia che passa al flauto solo, al clarinetto, al fagotto e al corno. Finora non è presente un senso di pulsazione, è etereo.

La prima sezione si conclude con l'accordo di tonica (archi che hanno la tonica); il clarinetto è alla dominante. La seconda sezione porta un cambio netto di atmosfera (tonalità maggiore), violini all'unisono; inizia l'esposizione di un tema scherzoso; melodia popolare. Gioco continuo di corse fermate unito a cambi di tempo costanti tra binario e ternario. Molti spostamenti di accento. Si raggiunge un picco massimo di intensità attraverso l'utilizzo di tutta la strumentazione in completa armonia. Trionfale.

Ritorno all'atmosfera calma con soli. Flauto tematico che porta ad una sezione caratterizzata dall'alternanza di fasi ritmiche (fagotto, pianoforte, archi) e melodiche (clarinetto e flauto). Quarta sezione aperta dai violini che sviluppano una melodia su un tappeto armonico; la melodia va in minore portando drammaticità anche attraverso dissonanze. La tessitura gradualmente si alleggerisce fino ad una coda dove c'è una consonanza piena, un'assenza di tempo e idee tematiche lente e che si perdono.






====Tchaikowsky “Sinfonia n°4 – Scherzo” (5.26)====


  ***Tempo:** binario, mosso.
  ***Tessitura: **largamente distribuita (un po' tutta la gamma di frequenze).
  ***Forma**: A B A, scherzo.
  ***Intensità: **dal PP al FF senza picchi di impatto evidente.
  ***Tonalità**: fa maggiore.
  ***Mood**: tra il 5 e il 6.


Brulichio, tempo e movimento veloce, giochi di luce ed ombra (intensità e altezze). Parte A: solo archi, pizzicato.

Piccolo ponte di passaggio dato dall'oboe (B') con tre strappate pizzicate agli archi che aprono ad una danza grottesca, fatta dai flauti e clarinetto e Ottavino.

B%%''%%: corni, più mosso, fanfara. Elaborazione tematica del B' più veloce del clarinetto e Ottoavno. Scambio tra archi e fiati. Ritorno ad A.

Nelle parti ha la melodia è divisa fra tutte le sezioni degli archi con accenti che mettono in luce i diversi movimenti. Fase conclusiva: alternanza di flauti e archi (imitazione), archi percussivi. Accelerando, incalzante, orchestra completa. Falsa chiusura e conclusione in diminuendo con leggerezza.

Il movimento che conduce tutto il brano permette l'esplorazione dei contrasti.  Aspetto festoso (parte B) burlone.

Ritorno all'atmosfera iniziale. Conclusione prevedibile, eccetto la falsa chiusura alla quale segue una breve chiusura in diminuendo che è dedicata, rispettosa, quasi a contenere il crescendo e incalzando della coda.






====Respighi “the birds” (4.27)====


  ***Tempo:** in tre, andante, adagio ma non troppo.
  ***Tessitura**: costante, tipica del concerto classico per solista e orchestra (ruolo e accompagnamento)
  ***Tonalità:** minore, grande senso di tonalità sempre presente. Fa minore.
  ***Mood**: 2


Senso di riposo dopo il movimento frenetico del terzo brano. Sul tema dell'oboe, malinconico, triste e rassegnato, si inseriscono i violini a rappresentare gli uccelli con figurazioni spezzate di tremoli veloci e corti (freddezza). I bassi, sempre presenti, creano un tappeto armonico che dà sicurezza. Non ci sono sorprese. Il tempo ternario dà sensazione di accudimento e contenimento.

Secondo tema dell'oboe, pastorale, come un richiamo, in minore; alla fine del secondo tema c'è un ponte caratterizzato da trilli e gruppetti degli archi. Successivamente si arriva ad A' con dialogo fra violini primi e oboe che si rispondono (arpa). Il tema prosegue con violino solo seguito da clarinetto. I temi, come nel secondo brano, sono circondati e avvolti da evoluzioni di trili.

Conclusione con  spostamento verso l'alto, in accelerando Glissando veloce dell'arpa), fino ad un picco a cui segue un diminuendo degli archi sulla tonica (fa minore).

Malinconica serenità, contatto con l'ambiente terreno, non troppo elevato.






====Turina “La oraciòn del torero” (8.54)====


  ***Tempo: **binario più mosso, sembra quaternario
  ***Stile: **danza spagnola
  ***Tessitura: **abbastanza piena, alternanza di mom più scarni, alleggeriti
  ***Intensità: **tra pp e mf, abbastanza contenuta
  ***Mood: **tra 8 e 2?


Associazioni con elementi naturali: vento, terra ..in constante alternanza.

//**Introduzione:**//

Il brano nasce dal nulla ma presto si avvertono chiaramente le semicrome ribattute degli archi in sordina che scandiscono il ritmo. Impressionante il rimando alla scrittura di Ravel (col quale Turina era entrato in contatto studiando a Parigi) del primo brano. Grande idea di movimento e brulichio riscontrata nel 3° brano in questa introduzione. Le voci si intrecciano e si sovrappongono in un crescendo con emiolie evidenti per arrivare ad un rallentando, dopo il quale i violini entrano col loro tema, coerente con la tradizione spagnola. Gli altri archi danno l'idea del movimento suonando solo la seconda croma di ogni movimento mentre i contrabbassi suonano il battere in pizzicato. Si avvertono molte forcelle e crescendi e diminuendi improvvisi. I violoncelli prendono la parola con una variazione del tema in terzina al quale segue sempre ai violoncelli una melodia più libera "declamante"..che presto conduce di nuovo ai violini col loro tema più giocoso. Questa volta però, dopo poco, le viole pongono una domanda (sol lab sib do re?) che produce una eco nei violini. La contrapposizione dei temi e delle sezioni degli archi è ora smentita da un primo breve picco d'intensità, nel quale si riscontra un'unione e una concordanza armonica. Il picco cede immediatamente ad un diminuendo e l'atmosfera torna ad essere non troppo esplicita, in una situazione dove gli strumenti non si mettono troppo in gioco a favore di un ambiente non troppo richiedente, un'esplorazione contenuta, un po'incerta ma non molto rischiosa. I violini conducono il discorso finché di nuovo i violoncelli prenderanno la parola.

//**A:**//

Attraverso un crescendo ed un accelerando dei violoncelli, ci si affaccia su una nuova sezione, che cambia completamente l'atmosfera e il carattere precedenti. I violoncelli, che prima contribuivano a creare un carattere misterioso, scuro, ora scherzano e si muovono su un registro acuto, con i violini che accompagnano sempre sulla metà di ogni movimento o sui tempi deboli. Dopo questo breve periodo, i violoncelli sembrano prendersi di nuovo sul serio, e si ritorna all'atmosfera precedente, calma, un po' inquieta, un po' appesantita, anche grazie ai quarti tenuti e accentati in ritenuto dei violini. Il discorso si chiude con un rallentando che porta ad un inaspettato pizzicato che mette un punto a capo. 

//**B:**//

La nuova sezione si sviluppa su un tema dei violini, su un registro acuto. Il tema qui è particolarmente dolce, quasi senza tempo..gli archi bassi si aggiungono a sostenere, con molta delicatezza i violini. Le viole e i violoncelli elevano il tutto con arpeggi o andamenti ascendenti. Un gioco ad imitazione porta tutti gli archi ad un'esplorazione tematica, a tratti più o meno coraggiosa. Questa sezione si conclude con i violini che progressivamente scendono in contrasto con i violoncelli che arpeggiano verso l'alto.

//**A'+ C:**//

Una ripresa del tema tradizionale e giocoso, seguita dallo sviluppo di alcuni elementi introduttivi, porta ad una fase di unisono assoluto tra gli archi, che decisi e forti si muovono dichiarando le loro intenzioni. Un nuovo tema di danza popolare, più tragico, viene elaborato dall'orchestra. Anche questo momento dura poco e si porta verso un'ultima grande sezione riflessiva, calma, dolce, con un contrappunto semplice. Un ultimo tema ai violini con accompagnamento di archi bassi che arpeggiano prima verso l'alto, poi verso il basso, fino ad astenersi. Il brano sembra non voler concludere; nella coda, sviluppata su un registro acutissimo, si riscontrano false chiusure ed una conclusione che ripropone parte del tema, dolcissimo verso un ultimo accordo di Re maggiore con la tonica nascosta. 

Durante il brano è come se si potessero esplorare due facce di una stessa medaglia alternate velocemente. Il brano consente un'esplorazione con i piedi per terra, legata all'esperienza umana, solo alla fine si avverte uno spostamento verso l'alto in un'atmosfera eterea, svincolata dalla terra.


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